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Benedicta: le opere di Daniele Marcon a Vicenza

Benedicta: le opere di Daniele Marcon a Vicenza

La mostra sarà ospitata a L’Idea di Amatori dal 18 maggio al 29 giugno

 

Daniele Marcon nasce a Marostica nel 1965 e si avvicina al mondo dell’arte fin da giovane: frequenta l’Istituto d’arte di Nove e sulla spinta del suo primo maestro, Toni Zarpellon, inizia un percorso individuale che lo porta ad uscire all’aria aperta al fine di poter ritrarre la realtà che lo circonda. E’ questo un momento in cui utilizza toni espressivi di stampo vangogghiano, interrogandosi sull’uomo, sulla natura e sul significato della propria esistenza.

Marcon sviluppa presto un interesse per le culture “altre”, approfondito tramite numerosi viaggi  e studi, per esempio sulle usanze e sull’arte degli aborigeni australiani:

“…da loro” afferma “ ho preso il passaggio dall’olio all’acrilico e la cognizione della forma come elemento essenziale della vita privata e sociale.”

L’artista utilizza in questi anni totem e terre colorate, in una sintesi formale che lo avvicina sempre di più alla pittura astratta ispirata, oltre che dal segno deciso e simbolico di queste culture, anche dalla conoscenza approfondita delle teorie di Vassily Kandinsky.

A partire dagli anni 2000 inizia una nuova fase di riflessione: le tele si caratterizzano per accostamenti di stoffe dipinte e assemblate al fine di raggiungere l’equilibrio e l’armonia compositiva nell’accostamento cromatico.

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Queste opere si pongono come una sintesi tra la il mondo del colore, impalpabile ma fondamentale mezzo di comunicazione e il mondo della materia, che si presenta nei lavori tramite l’aggiunta di inserti particolari, quali fili , fori e strappi.

In una continua evoluzione, negli anni successivi,  le stoffe si uniscono, rinunciando alla manifestazione spaziale materica per concentrarsi nella resa della terza dimensione nel colore: tramite la sovrapposizione di velature progressive, in un processo lento e meditativo le tele si accostano ed evolvono, fino a raggiungere un’armonica tonalità che insieme racchiude ed esprime in sé stessa traccia di tutte le tinte precedenti.

Il colore è ora base ontologica indiscussa e trova rispondenza in una schematicità segnica e compositiva sviluppata nella sovrapposizione di chiari tasselli geometrici, accostati con un’equilibrata entropia espressiva.

 

Le opere si fanno tramiti di un’intensa riflessione ed espressione di un’arte di rivelazione che assume una profonda e specifica valenza spirituale.

 

I dipinti che oggi vediamo, ai quali l’artista lavora a partire dal 2017, sono il risultato di un ulteriore passo avanti nella ricerca. La tela torna ad essere l’unità frutto di una composizione e lo spazio trova espressione nell’inserimento di tasselli aggettanti o di scanalature profende, che attirano lo sguardo e portano il movimento della luce, modellando un nuovo colore che in sé ammette la consistenza della forma e lo sfasamento materiale dei piani.

Le tinte scorrono morbide sulla superficie, mutano con la luminosità dell’ambiente, crescono e si rivelano nel tempo e in una modulazione continua esprimono la realtà interiore dell’artista.

Frammenti di pensiero. Sono l’appropriazione e la resa di mondi che si intersecano ed insieme collimano: la natura, la spiritualità, l’amicizia, le difficoltà, la gioia per la vita.

Nel silenzio, offrono a tutti noi l’opportunità dell’ascolto interiore.

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